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De Santis

di Luigi Cavadini

Nella pittura di Antonio De Santis bisogna fare in primo luogo una distinzione. Distinzione di temi - figura e paesaggio - che Ŕ anche distinzione di modi pittorici, di approccio psicologico e lirico, di ricerca. L'incontro con il paesaggio si consuma in una dimensione poetica fatta di segni ed i colori che costruiscono le profonditÓ, fatta di forme magari allusive, ma certamente e sempre riconducibili direttamente ad una sensazione derivante dall'incontro con la natura. E anche quando le forme tendono alla geometria, l'evasione verso l'astratto Ŕ solo l'esito di una essenzializzazione e non un obiettivo formale dell'artista. Paesaggio quindi interpretato e non semplicemente "ritratto", interpretato in una lettura "sospesa", in un gioco di atmosfere che allungano l'occhio e la mente verso lo spazio interminabile che struttura compositiva e colore suggeriscono. Altro discorso va fatto per i dipinti in cui protagonista Ŕ la figura. Il paesaggio, pure spesso presente, ha la funzione decorativa e magari di atmosfera, ma Ŕ funzione assolutamente diversa da quella sopra accennata. E' la figura che prende il ruolo principale, una figura delineata in modo generale, le cui fattezze sono indicative ma assolutizzanti. L'impianto del corpo umano si genera per sovrapposizioni e giustapposizioni di curve e di linee, forzando l'anatomia entro schemi rigidi che sottolineano posizioni psicologiche ora di distacco, ora di indifferenza, ora di abbandono, ora di repulsione. I suoi personaggi convivono senza riconoscersi, senza incontrarsi; il mondo reale Ŕ lontano, decisamente ostile, oserei dire. E l'indagine psicologica si fa forma: il segno insistito che incide, il colore che stacca o opprime, l'intreccio dei segni-colore posseggono valenze espressive autonome che vanno al di lÓ del significato intrinseco e profondo dell'immagine. In questi elementi si trova la chiave di lettura dell'opera di De Santis, legata per molti versi a molta pittura europea del nostro secolo (in evidenza soprattutto il "contrasto", originale per˛, con l'espressionismo) e avviata verso una modalitÓ espressiva capace di portare in superficie i drammi e i misteri dell'uomo nel serrato confronto con la realtÓ e la natura. Un uomo che sta dentro il paesaggio vivendo ne le contraddizioni e facendosi esso stesso contraddizione nell'amore e nel disinteresse perla natura. Un natura che, in sÚ, possiede tutti gli elementi per una poesia pittorica che l'artista sa ben recepire e rappresentare.